AccessibilitàAccessibilitàAccessibilità MappaMappa del sitoProgetto SeOL

Regolamento del Consiglio Comunale


Disposizioni preliminari

Il Consiglio Comunale di Trecastagni determina l’indirizzo politico, amministrativo ed economico del Comune di Trecastagni e ne controlla l’attuazione, esercita la potestà decisionale, normativa e di auto–organizzazione in conformità alle leggi e alle norme statutarie. Il Consiglio Comunale adempie, poi, alle funzioni specificatamente demandategli dalle leggi statali e regionali e dallo Statuto.

Il Consiglio Comunale, nella sua funzione di indirizzo e di controllo politico-amministrativo deve esercitare anche un controllo strategico per supportare l’attività di programmazione raffrontando i programmi (obiettivi, programma elettorale del Sindaco e strumenti di bilancio) e i risultati conseguiti, valutando l’adeguatezza delle scelte in sede di realizzazione dei programmi oppure analizzare i problemi che impediscono la loro attuazione.

Per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo, il Consiglio è dotato di una autonomia funzionale, organizzativa e contabile, che si attua mediante una organizzazione interna, munita di un proprio bilancio per disciplinare la gestione di tutte le risorse attribuite per il proprio funzionamento e per quello dei gruppi consiliari, e la gestione delle risorse finanziarie e strumentali.

Il presente Regolamento disciplina, inoltre, la convocazione e lo svolgimento delle adunanze consiliari al fine di assicurare il loro regolare funzionamento ed il pieno e responsabile esercizio, da parte dei Consiglieri comunali, delle loro attribuzioni.

Se nel corso delle adunanze dovessero insorgere casi non disciplinati dalla legge e/o dal presente Regolamento, la decisione su di essi è rimessa al Presidente, sentiti i Capigruppo consiliari, su conforme parere del Segretario Comunale.

Una copia del presente Regolamento deve essere, a disposizione dei Consiglieri comunali, depositata in aula durante le sedute.


Capo 1
Composizione del Consiglio Comunale


Art. 1
Elezione

L’elezione del Consiglio Comunale, la sua durata in carica, il numero dei Consiglieri e la loro posizione giuridica, le cause di ineleggibilità, incompatibilità, di decadenza e di rimozione sono regolati dalle leggi e dallo Statuto comunale.

Art. 2
Organi

Sono organi interni del Consiglio Comunale: il Presidente, il Vice Presidente, il Consigliere anziano, i Gruppi consiliari, la Conferenza dei Capigruppo, le Commissioni consiliari.


Capo 2
Funzioni del Consiglio Comunale e sua Autonomia


Art.  3
Funzioni del Consiglio Comunale

Il Consiglio Comunale definisce ed esprime i propri indirizzi politico-amministrativi stabilendo la programmazione generale del Comune ed adottando gli atti fondamentali.

Il Consiglio Comunale svolge le funzioni di controllo nell’attuazione dell’indirizzo politico-amministrativo per le attività:

- degli Organi;
- delle Istituzioni, Enti ed Aziende speciali, gestioni convenzionate, Consorzi, Società partecipate, che hanno per fine l’esercizio di servizi pubblici e la realizzazione di opere: progetti ed interventi effettuati per conto del Comune ed ai quali lo stesso partecipa con altri soggetti.

Il Consiglio Comunale verifica la coerenza dell’attività degli altri organi di governo e dei soggetti gestori dei servizi pubblici con gli indirizzi generali dallo stesso espressi e con gli atti fondamentali approvati per accertare che l’azione complessiva dell’Amministrazione persegua i principi affermati nello Statuto e nella programmazione generale adottata.

Art. 4
Autonomia funzionale ed organizzativa

Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia funzionale ed organizzativa, l’assunzione e la liquidazione degli impegni di spesa avverrà con determina dirigenziale, su proposta sottoscritta, per le spese di competenza, dalla Presidenza del Consiglio e dai Capi Gruppo consiliari, ed approvata a maggioranza degli stessi. La stessa procedura si applica anche per quel che riguarda la liquidazione delle indennità e dei compensi dei Consiglieri Comunali.

Ove sia necessario che l’assunzione dell’impegno di spesa avvenga con deliberazione di Giunta Municipale, il Presidente del Consiglio trasmetterà la proposta di deliberazione al Sindaco affinché la stessa possa essere adottata nella prima seduta utile di Consiglio Comunale.

Ogni Consigliere comunale ha la possibilità di proporre iniziative connesse all’autonomia funzionale e gestionale del Consiglio Comunale. In tal caso la proposta dovrà essere esaminata dalla Conferenza dei Capigruppo entro 15 giorni dalla presentazione. La proposta deve essere approvata a maggioranza dei membri della Conferenza dei Capigruppo. In caso di mancata approvazione della proposta, entro 10 giorni dalla comunicazione, il Consigliere proponente può richiedere al Presidente del Consiglio che la stessa proposta venga trattata e votata in Consiglio Comunale.

In caso di approvazione della proposta da parte del Consiglio la spesa verrà impegnata con le modalità di cui sopra.

La Presidenza del Consiglio rende pubblico, in occasione dell’approvazione del Conto consuntivo del Comune, il quadro riassuntivo delle somme impegnate e di quelle liquidate per il funzionamento degli Organismi consiliari.


Capo 3
Adunanze


Art. 5
Luogo delle Riunioni
Le sedute del Consiglio Comunale si tengono in apposita sala del Palazzo Municipale; ove ricorrano particolari esigenze, il Presidente del Consiglio, sentiti i Capigruppo, può determinare che la riunione avvenga in luogo diverso, ma sempre nell’ambito del territorio comunale.

La bandiera della Repubblica Italiana deve essere esposta all’esterno del Municipio per l’intera giornata della seduta consiliare.


Art. 6
Sessioni

Il Consiglio Comunale si riunisce in sessioni ordinarie e straordinarie. Sono ordinarie quelle relative all’approvazione del Bilancio preventivo e del Conto consuntivo, o quelle relative alle altre programmazioni dell’amministrazione comunale.


Art.  7
Convocazione

Il Consiglio Comunale è convocato dal Presidente mediante avvisi scritti. Ove lo richiedano almeno un quinto dei consiglieri o il Sindaco o gli Assessori o i Dirigenti del Comune, il Presidente è tenuto a convocare il Consiglio Comunale entro venti giorni dalla ricezione della richiesta.

La suddetta richiesta, formulata per iscritto, deve altresì essere inoltrata al Segretario comunale per la relativa istruttoria ed acquisizione dei pareri previsti dalla legge. In caso di inosservanza dell’obbligo di convocazione del Consiglio provvede, previa diffida, l’Ass.to regionale EE.LL.

Art. 8
Convocazione d'urgenza

Il Consiglio Comunale può essere convocato in forma straordinaria e d’urgenza allorché ricorrano esigenze d’immediato esame di determinati affari per i quali il rispetto dei termini di cui al precedente articolo risulterebbe pregiudizievole per l’Ente e la cittadinanza.

In tale ipotesi l’avviso di convocazione deve essere notificato ai Consiglieri comunali almeno ventiquattro ore prima della seduta con contestuale deposito della documentazione relativa agli argomenti da trattare.

Il Consiglio Comunale può sindacare le ragioni di urgenza stabilendo, a maggioranza dei presenti, che ogni provvedimento sia rinviato.

Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione pure per gli argomenti da trattarsi in aggiunta ad altri iscritti all’o.d.g. di una determinata seduta.

Art. 9
Ordine del giorno

L’ordine del giorno consiste nell’elenco degli argomenti da trattare in ciascuna seduta. Spetta al Presidente il potere di compilarlo, dando la precedenza alle proposte del Sindaco. Il Presidente è tenuto, nella compilazione dell’o.d.g., a dare precedenza assoluta agli argomenti inerenti la ricomposizione degli organi istituzionali dell’Ente.

Art. 10
Avviso di convocazione
L’avviso di convocazione deve essere notificato al domicilio dei Consiglieri comunali tramite il messo notificatore; è altresì comunicato al Sindaco, agli Assessori, ai Dirigenti interessati, al locale Comando dei Carabinieri, alla Polizia Municipale e alla Stampa per poter dare il maggior risalto possibile all’avviso stesso.

I Consiglieri che risiedono fuori Comune devono comunicare per iscritto il loro recapito o domicilio nel territorio comunale ove dovranno essere consegnati gli avvisi di convocazione.

La consegna degli avvisi deve risultare da dichiarazione del messo comunale. L’avviso deve indicare il giorno, l’ora ed il luogo della riunione precisando se trattasi di prima o seconda convocazione e l’elenco dagli affari da trattare.

L’avviso deve essere consegnato:

- per le sessioni ordinarie, almeno 5 giorni prima della riunione;

- per le convocazioni straordinarie e d’urgenza, almeno 24 ore prima della riunione.

Nel calcolo dei giorni non si tiene conto del giorno di consegna dell’avviso e del giorno della seduta.

L’ordine del giorno di ciascuna seduta deve essere pubblicato, a cura del Segretario comunale, nella stessa data di notifica dell’avviso e per l’intero periodo sino al giorno della seduta, e pubblicizzato nei luoghi maggiormente frequentati del territorio comunale.

Art. 11
Deposito e consultazione degli atti

Le proposte di deliberazione, corredati dei prescritti pareri e degli atti relativi, sono depositate presso la segreteria comunale per tre giorni antecedenti il giorno della riunione, durante l’orario di ufficio, a libera visione dei Consiglieri comunali, del Sindaco e degli Assessori.

Una copia delle proposte verrà predisposta per il Presidente del Consiglio Comunale e per i Capigruppo consiliari.

I Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dai responsabili degli uffici e dei servizi ogni informazione utile all’espletamento del mandato.


Capo 4
Svolgimento delle sedute


Art 12
Sindaco e assessori

Il Sindaco, o un Assessore da lui delegato è tenuto a partecipare alle riunioni del Consiglio Comunale.

Gli Assessori possono intervenire alle riunioni medesime senza diritto di voto.


Art. 13
Numero legale

L’adunanza del Consiglio Comunale, che si apre all’ora fissata nell’avviso di convocazione, è valida se interviene la maggioranza dei consiglieri in carica.

Il numero legale viene accertato mediante appello nominale.

La mancanza del numero legale comporta la sospensione della seduta per un’ora. Se alla ripresa dei lavori il numero legale non è stato raggiunto, la seduta è rinviata, senza ulteriore avviso, al giorno successivo.

Nella seduta di prosecuzione è sufficiente l’intervento di un terzo (1/3) dei consiglieri in carica. Ove tale numero non sia stato raggiunto il Presidente dichiara sciolta la seduta.


Art. 14
Pubblicità delle sedute

Le sedute del Consiglio Comunale sono, di regola, pubbliche; sono segrete quando debbano trattare questioni concernenti persone che comportino apprezzamenti e valutazioni sulle qualità delle persone stesse.

Quando nella trattazione di un argomento in seduta pubblica si verifichi la situazione di cui sopra, il Consiglio Comunale, su proposta del Presidente o di un Consigliere, previo parere di legittimità del Segretario comunale, a maggioranza di voti espressi in forma palese, delibera il passaggio alla seduta segreta, dandone atto a verbale con espressa indicazione dei motivi.

Durante la seduta segreta possono restare in aula, oltre ai Consiglieri ed al Segretario, il Sindaco e gli Assessori.

Nei verbali delle sedute segrete non viene riportata la discussione.

Art. 15
Disciplina delle adunanze

Esaurite le formalità relative all’appello il Presidente da inizio alla discussione sugli argomenti da trattare seguendo la progressione dell’o.d.g..

E’ facoltà del Presidente e dei Capigruppo proporre mutamenti alla progressione dell’o.d.g.; sulla proposta il Consiglio delibera per alzata di mano senza discussione.

Durante l’adunanza sono vietati discorsi e comportamenti incompatibili con la dignità dell’istituzione consiliare o capaci di suscitare disordini.

I Consiglieri che intendono parlare ne devono fare richiesta al Presidente che concede loro la parola secondo l’ordine di prenotazione. Analoga procedura viene seguita per il Sindaco e gli Assessori.

Ogni intervento deve riguardare solamente l’argomento in discussione. Se un Consigliere turba l’ordine o pronuncia frasi ingiuriose o sconvenienti, il Presidente gli interdice la parola. Nell’ipotesi che il Consigliere continui nell’atteggiamento sconveniente capace di suscitare disordini, il Presidente può sospendere la seduta ed eventualmente scioglierla.

Per nessun motivo il Presidente può espellere un Consigliere comunale dall’aula.

Art. 16
Pubblico

Il pubblico assiste alle sedute nella parte della Sala consiliare ad esso riservata.

Le persone che assistono devono restare in silenzio, astenersi da qualsiasi segno di approvazione o disapprovazione e mantenere un contegno corretto.

Il Presidente nelle sedute pubbliche, può ordinare l’allontanamento di chiunque tra il pubblico sia causa di disordine.

In caso di tumulto nell’Aula consiliare il Presidente sospende la seduta ovvero può toglierla definitivamente. In tal caso il Consiglio dovrà essere convocato a domicilio.


Art. 17
Presidenza

Il Consiglio Comunale è presieduto dal Presidente del Consiglio; in sua assenza o impedimento, la presidenza spetta al Vice Presidente e, in caso di assenza di questi, dal Consigliere presente che ha riportato il maggior numero di voti o preferenze individuali (Consigliere anziano).


Art. 18
Scrutatori

All’inizio della seduta, accertato il numero legale, il Presidente designa, tra i Consiglieri presenti, tre scrutatori con il compito di assisterlo nelle votazioni e nell’accertamento dei relativi risultati.


Art. 19
Attribuzioni del presidente


Il Presidente:

- dirige e modera la discussione sugli argomenti da trattare secondo le norme del presente Regolamento;
- concede, secondo l’ordine di prenotazione, la facoltà ai Consiglieri di intervenire sui singoli argomenti;
- illustra i termini delle questioni su cui si discute e vota;
- proclama, assistito dagli scrutatori, l’esito delle votazioni;
- dichiara l’apertura e la chiusura delle sedute;
- propone la modifica dell’ordine di trattazione degli argomenti iscritti all’o.d.g. che viene posta ai voti, senza discussione, ed approvata a maggioranza dei presenti;
- propone la sospensione di una proposta per la prosecuzione in una successiva seduta che viene posta ai voti, con massimo n. 2 interventi per ciascun gruppo, ed approvata a maggioranza dei presenti;
- è investito del potere discrezionale per il mantenimento dell’ordine, l’osservanza delle leggi e la regolarità delle discussioni e ha facoltà di sospendere e sciogliere l’adunanza.


Art. 20
Ordine delle seduta

Nessuna proposta di deliberazione può essere sottoposta al Consiglio Comunale se non sia stata iscritta all’o.d.g..

Il Presidente, illustra la proposta di deliberazione facendo preliminarmente, constatare i pareri espressi ai sensi dell’art. 53 della L. 142/90 come introdotto dalla L.R. 48/91. Esaurita l’illustrazione della proposta, e nessuno chiedendo la parola, si procede immediatamente alla votazione.

La discussione, cui i Consiglieri possono prendere parte dopo aver ottenuto la parola dal Presidente è così disciplinata :

- discussione con eventuale proposta di rinvio;
- presentazione di eventuali emendamenti e relative votazioni;
- votazione.

Alla discussione possono intervenire, senza diritto di voto, il Sindaco e gli Assessori.


Art 21
Norme per la discussione
Il Presidente concede la parola ai Consiglieri, al Sindaco ed agli Assessori secondo l’ordine di prenotazione. Nella trattazione di ogni argomento dell’o.d.g. i Capigruppo hanno facoltà di intervenire due volte; gli altri Consiglieri, il Sindaco e gli Assessori una sola volta. Può, altresì, il Presidente richiedere l’intervento del Sindaco, degli Assessori o dei Funzionari interessati all’argomento ogni qualvolta lo riterrà utile ed opportuno. Ogni intervento non può superare la durata di 15 minuti.

Trascorsi i termini dell’intervento, il Presidente richiama l’oratore e, se del caso, gli toglie la parola.


Art. 22
Emendamenti

Gli emendamenti alle proposte di deliberazione devono essere presentati da ogni Consigliere in forma scritta, e depositati presso la Segreteria comunale almeno 24 ore prima della riunione del Consiglio. Gli emendamenti alle proposte di deliberazione, che non rientrino nella sfera politica, devono essere corredati dai pareri di cui all’art. 53 della L. 142/90.


Art. 23
Chiusura della discussione
Il Presidente, esaurito il dibattito, dichiara chiusa la discussione. Dichiarata chiusa la discussione, non può essere concessa la parola che per la dichiarazione di voto ai Capigruppo. Il tempo concesso per tale dichiarazione non può superare i 5 minuti.


Art. 24
Astensione dal voto

I Consiglieri che intendano astenersi dal voto devono dichiararlo prima della votazione ed eventualmente possono indicarne i motivi. Il tempo massimo per tali dichiarazione non può superare i 5 minuti.


Art. 25
Obbligo di astensione

I Consiglieri debbono astenersi dal partecipare alla trattazione degli argomenti cui hanno interessi a norma di legge; in tal caso debbono allontanarsi dall’aula prima della trattazione dell’argomento, dandone comunicazione al Segretario comunale che lo farà constatare nel verbale.


Art. 26
Revoca e modifica di precedenti deliberazioni

Le deliberazioni del Consiglio Comunale recanti modificazioni e revoca di precedenti deliberazioni si avranno come non avvenute ove esse non facciano espressa e chiara menzione della revoca e della modificazione.


Art. 27
Termine della seduta

Esaurita la trattazione degli argomenti iscritti all’o.d.g., il Presidente dichiara conclusa la seduta e nessun altro argomento potrà essere trattato dal Consiglio Comunale.


Capo
5
Interrogazioni,interpellanze e moziopniù


Art 28
Norme comuni

Al fine di espletare la loro funzione, i Consiglieri, oltre al diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio Comunale, hanno il diritto di presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni su argomenti che interessano l’attività del Comune e la collettività amministrativa.

Art. 29
Interrogazione

L’interrogazione consiste nella domanda scritta rivolta al Sindaco per conoscere se un determinato fatto sia vero e se alcuna informazione sia pervenuta in merito al Sindaco, o se il Sindaco abbia preso o stia per prendere talune risoluzioni su oggetti determinati.

L’interrogazione deve essere formulata in modo chiaro e conciso.

Art. 30
Svolgimento delle interrogazioni

La trattazione delle interrogazioni avviene nella parte conclusiva della seduta secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Il testo dell’interrogazione viene letto dall’interrogante o dal primo degli interroganti.

Alla risposta del Sindaco o Assessore delegato, l’interrogante o il primo degli interroganti può replicare per dichiarare unicamente se sia soddisfatto o meno contenendo tale replica nel limite massimo di 5 minuti.

Qualora l’interrogante non sia soddisfatto può presentare una mozione che potrà essere iscritta all’ordine del giorno della successiva seduta consiliare.

Quando l’interrogante richiede espressamente risposta scritta, la stessa deve essere data entro 30 giorni e l’interrogazione non viene iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

Se l’interrogante non richiede espressamente l’iscrizione dell’interrogazione all’o.d.g. del Consiglio, si intende che, per la stessa, è richiesta risposta scritta.

L’interrogazione, avendo carattere informativo, non da luogo a discussione.

Art. 31
Interpellanza

L’interpellanza consiste in una richiesta rivolta all’Amministrazione comunale affinché intervanga immediatamente per la risoluzione di una determinata problematica che affligge la collettività locale.

Art. 32
Mozione

La mozione consiste in una proposta concreta intesa a promuovere l’adozione di un atto deliberativo. La mozione deve essere presentata per iscritto al Sindaco e sarà, a cura del Presidente, posta all’o.d.g. della prima seduta consiliare utile.

Alla discussione delle mozioni si applicano le stesse norme relative agli altri argomenti da trattare da parte del Consiglio Comunale.


Capo 6
Votazioni e verbali


Art. 33
Forme di votazione

I Consiglieri votano di norma, in forma palese per alzata di mano o per appello nominale. E’ consentito l’utilizzo di impianti per la votazione elettronica. Le deliberazioni che comportino valutazioni o apprezzamenti di persone si prendono a scrutinio segreto.

Art. 34
Votazione per appello nominale

La votazione per appello nominale è concessa tutte le volte che lo richiedano almeno tre consiglieri. Per questa votazione il Presidente indica il significato del “si” e del “no”; il Segretario esegue l’appello ed annota a verbale il voto espresso da ciascun consigliere ad alta voce.

Il Presidente, assistito dagli scrutatori, riscontra l’esito e dichiara il risultato della votazione.

Art. 35
Controprova

Il voto per alzata di mano è soggetto a controprova se un Consigliere lo richieda immediatamente dopo la proclamazione del risultato e, comunque, prima che si passi ad altro argomento. Se la votazione è ancora dubbia si procede per appello nominale.

Art. 36
Votazione a scrutinio segreto

La votazione a scrutinio segreto si esegue con schede a palline. Lo spoglio o il conteggio è fatto dal Presidente assistito dagli scrutatori.

Art 37 - Esito della votazione
Nessuna deliberazione s’intende approvata se non ottiene la maggioranza assoluta dei votanti, ossia un numero di voti pari ad almeno la metà più uno dei votanti, salvo che la legge non richieda una maggioranza qualificata.

I Consiglieri che si astengono dal voto si computano nel numero necessario per rendere legale l’adunanza e nel numero dei votanti; le schede bianche e nulle si computano per determinare la maggioranza dei votanti.

In caso di parità di voti la proposta s’intende non approvata.

La proposta non approvata non può, nella stessa seduta, essere ulteriormente oggetto di discussione e votazione.

Terminata, la votazione, il Presidente con l’assistenza degli scrutatori, proclama l’esito della votazione specificando il numero dei voti favorevoli, di quelli contrari e degli astenuti. Se il numero dei voti è superiore al numero dei votanti, il Presidente annulla la votazione e ne dispone la rinnovazione. Qualora sorga contestazione circa il risultato si procede per appello nominale. In nessun caso può procedersi al ballottaggio, salvo che la legge non disponga diversamente.

Il Presidente può concedere la parola solo al Consigliere che solleva la contestazione e ad un altro per opporvisi.

Proclamato l’esito della votazione, ove non siano sorte contestazioni, le schede della votazione stessa vengono distrutte.

Art. 38
Redazione e contenuto dei verbali

I verbali delle adunanze sono redatti a cura del Segretario comunale.

Nei verbali devono essere indicati:

- l’anno, il mese, il giorno, l’ora ed il luogo dell’adunanza;
- le modalità osservate per la convocazione;
- i Consiglieri presenti e quelli assenti, l’eventuale presenza del Sindaco e degli Assessori;
- l’oggetto della proposta di deliberazione ed il relatore della stessa;
- il testo della proposta corredato dei pareri ex art. 53 L. 142/90 come introdotto dalla L.R. 48/1991;
- i Consiglieri, il Sindaco e gli Assessori intervenuti nella discussione sulla proposta con sintesi degli interventi, ovvero i Consiglieri che abbiano chiesto di inserire a verbale le proprie dichiarazioni;
- il sistema di votazione, il numero dei Consiglieri votanti e l’indicazione dei Consiglieri astenuti e di quelli che hanno votato contro;
- il numero delle schede bianche e delle schede nulle;
- i nomi dei Consiglieri scrutatori.

Per la compilazione di verbali il Segretario comunale si avvale del Capo Settore della Segreteria. I verbali delle sedute possono essere costituiti dalla raccolta delle deliberazioni adottate nelle sedute stesse.

Art. 39
Dichiarazione a verbale

Ogni Consigliere ha diritto di richiedere, nel corso della seduta, che nel verbale si facciano constatare il suo voto ed il motivo del medesimo; ha inoltre facoltà di chiedere che nel verbale stesso siano inserite brevi dichiarazioni scritte.

I Consiglieri possono altresì richiedere al Presidente che i loro interventi vengano riportati integralmente a verbale; in tal caso il testo scritto dell’intervento va consegnato al Segretario prima della sua lettura in Consiglio Comunale.

Eventuali ingiurie, calunnie e dichiarazione offensive e diffamatorie non debbono mai essere riportate a verbale; tuttavia, se lo richiede il Consigliere comunale che si è ritenuto offeso, le stesse possono essere riportate a verbale in modo conciso con l’indicazione di chi ne ha fatto richiesta.

Art  40
Verbale delle sedute segrete

Nei verbali delle sedute segrete non viene riportata la discussione.

Art. 41
Firma dei verbali

I verbali sono firmati dal Presidente, dal Segretario e dal Consigliere più anziano tra i presenti.

Art. 42
Esclusione del segretario comunale

Quando il Segretario comunale ha per legge l’obbligo di astenersi, il Consiglio sceglie uno dei suoi componenti a svolgere le funzioni di Segretario con l’obbligo di darne espressa menzione nel verbale.


Art. 43
Approvazione dei verbali

I verbali sono di norma sottoposti all’approvazione del Consiglio Comunale in una seduta successiva a quella alla quale si riferiscono. I verbali sono posti a disposizione dei Consiglieri dal terzo giorno precedente a quello dell’adunanza in cui saranno sottoposti all’approvazione.

I verbali s’intendono approvati qualora nessun Consigliere chieda rettifiche o integrazioni. Il Consigliere che propone rettifiche o integrazioni del verbale deve formulare esattamente i termini di quanto intende che sia cancellato o inserito nel verbale stesso. Nel formulare tali proposte non è ammissibile rientrare in alcun modo nella discussione dell’argomento già trattato. La proposta di rettifica o integrazione viene, dal Presidente, posta ai voti per alzata di mano.


Capo 7
Gruppi e commissioni consiliari

Art.  44
Gruppi consiliari

I Consiglieri eletti nella medesima lista formano, di regola, un Gruppo consiliare.

Il Consigliere che intenda appartenere ad un Gruppo diverso da quello della lista in cui è stato eletto, deve darne comunicazione scritta.

La comunicazione va inviata al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale, allegando la dichiarazione scritta di accettazione del nuovo Gruppo.

Ciascun Gruppo deve essere costituito da almeno tre Consiglieri comunali.

Il Consigliere comunale singolo può far parte del gruppo misto.

I singoli Gruppi devono comunicare per iscritto al Segretario comunale, entro il giorno antecedente la prima riunione del Consiglio neo eletto, il nome del proprio Capogruppo e di un suo Vice; in mancanza sarà considerato tale il Consigliere del Gruppo più anziano per voti.

Art. 45
Conferenza dei capigruppo

I Capigruppo, unitamente al Presidente del Consiglio che presiede, ed al Sindaco o Assessore suo delegato, costituiscono un organismo permanente denominato Conferenza dei Capigruppo.

La Conferenza dei Capigruppo è competente:

- in materia di regolamento dei lavori del Consiglio, interpretando o proponendo modifiche alle norme del presente regolamento;

- in materia di organizzazione dei lavori e di svolgimento delle adunanze del Consiglio Comunale;

- in particolari argomenti ad essa attribuiti dal Consiglio comunale.

Le proposte della Conferenza dei Capigruppo sono illustrate al Consiglio Comunale dal Presidente del Consiglio. Funge da Segretario della Conferenza dei Capigruppo il Segretario Comunale o un funzionario dallo stesso incaricato.

Art. 46
Costituzione delle commissioni consiliari
Il Consiglio Comunale, all’inizio del suo mandato o nel corso del medesimo, può istituire, nel proprio seno, Commissioni consiliari permanenti.

Dette Commissioni sono organi interni al Consiglio Comunale e corrispondono alle seguenti sei aree di intervento:

1) Affari generali ed Istituzionali, Contenzioso, Attuazione e Revisione Statuto e Regolamenti Comunali.

2) Territorio ed Ambiente, Urbanistica, Viabilità e Lavori pubblici.

3) Finanze, Bilancio, Programmazione Socio-Economica, Politiche Comunitarie Commercio.

4) Spettacolo, Sport, Turismo e Sviluppo sostenibile.

5) Volontariato, Protezione Civile, Politiche sociali e giovanili, Rapporti con i cittadini e le famiglie, Pari Opportunità.

6) Cultura, Teatro, Pubblica Istruzione e Formazione.

Il Consiglio Comunale può altresì costituire, durante l’arco del suo mandato, Commissioni consiliari speciali per l’esame di particolari questioni, fissandone preventivamente la durata ed i compiti.

Art. 47
Composizione e funzionamento delle commissioni consiliari

Le Commissioni sono presiedute dal Presidente del Consiglio o da un Consigliere Comunale dallo stesso delegato. Ogni Commissione è composta da un Presidente e da cinque Consiglieri comunali, di cui due appartenenti alla minoranza, designati dai Capigruppo consiliari. Fanno parte, di diritto, di ogni Commissione consiliare anche i componenti della Conferenza dei Capigruppo, nelle persone del Presidente del Consiglio e dei Capigruppo consiliari o loro delegati, con potere consultivo, ma senza potere di voto deliberativo. Le funzioni di Segretario delle Commissioni sono svolte da un componente designato dal Presidente.

In caso di cessazione di un componente delle Commissioni, si procede alla sostituzione su designazione del Capogruppo interessato.

Le Commissioni restano in carica per lo stesso periodo di carica del Consiglio Comunale.

Art. 48
Compiti e funzioni

Le Commissioni consiliari permanenti hanno funzioni consultive, di studio e di proposta e specificamente:

- possono esprimere pareri sulle proposte di deliberazione loro sottoposte;
- possono richiedere al Presidente l’iscrizione all’o.d.g. del Consiglio di proposte attinenti le materie loro demandate;
- esprimono pareri non vincolanti nei casi previsti dai Regolamenti comunali.

Art. 49 - Adunanze delle commissioni

Le Commissioni consiliari sono convocate dal Presidente con avviso scritto da recapitarsi almeno ventiquattro ore prima della riunione.

Ove lo richiedono almeno due componenti della Commissione, il Presidente è tenuto a convocare la stessa entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta.

Della convocazione è data notizia al Sindaco che può partecipare alla riunione senza diritto di voto.

Le riunione delle Commissioni sono valide con la presenza della metà (tre) dei componenti. Delle sedute delle Commissioni sono redatti, a cura del Segretario, i verbali sotto forma di resoconto sommario; i verbali sono sottoscritti da tutti i componenti presenti, dal Presidente e dal Segretario.


Capo 8
Trattamento economico dei consiglieri comunali


Art. 50
Gettone di presenza e indennità di funzione

I Consiglieri Comunali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione alle sedute di Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari fino alla misura massima stabilita dall’ordinamento degli Enti Locali della Regione Siciliana. L’ammontare complessivo dei gettoni percepiti nell’ambito di un mese da un Consigliere Comunale non può superare in alcun caso l’importo pari ad un terzo dell’indennità massima prevista per il Sindaco dall’ordinamento degli Enti Locali.

I Consiglieri Comunali, su specifica richiesta indirizzata al Presidente del Consiglio e all’Ufficio di Segreteria, entro il 30 novembre di ciascun anno, con decorrenza per l’anno successivo, possono percepire, in luogo del gettone di presenza di cui al precedente comma, una indennità di funzione mensile lorda pro capite non superiore ad un terzo dell’indennità del Sindaco. Qualora nessuna comunicazione dovesse essere effettuata saranno intese confermate le opzioni già esercitate.

L’indennità dei Consiglieri Comunali, che deve essere stabilita con apposita delibera consiliare, si somma a quella spettante agli altri amministratori del Comune ai fini dell’accertamento della compatibilità gestionale e contabile dell’Ente nel rapporto con le spese correnti.

L’assenza ingiustificata dalle sedute consiliari e di Commissione determina la detrazione dell’ammontare mensile dell’indennità di funzione in godimento per i Consiglieri di un importo pari al gettone unitario di presenza, moltiplicato per il numero delle sedute in cui si è verificata l’assenza.

Sono giustificate le assenze dei Consiglieri Comunali:

- per l’esercizio di funzioni di rappresentanza legate alla carica;
- per missioni legate alla carica;
- per malattia;
- per matrimonio;
- per maternità;
- per lutti.

Per tali assenze è fornita, a cura del Consigliere interessato, adeguata documentazione al Presidente del Consiglio ed all’Ufficio di Segreteria.

Il Presidente del Consiglio è onerato di informare sulle assenze giustificate e su quelle prive di giustificazione il competente settore per la conseguenti competenze.

Per quanto non espressamente previsto con il presente regolamento si rinvia a quanto già previsto dalla L.R. 30/2000 e dal decreto del Presidente della Regione 18 ottobre 2001 n. 19.


Capo  9
Norme finali


Art. 51
Entrata in vigore

Il presente Regolamento verrà pubblicato per 15 giorni consecutivi all’Albo Pretorio ed entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo.