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Regolamento comunale per la disciplina dei servizi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni


Titolo I
Norme Generali


Art. 1
Oggetto del regolamento - Principi Generali


1. Il presente regolamento ha per oggetto la disciplina:

a) della tassa per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni;
b) la disciplina del servizio di nettezza urbana;

così come previsto:

a) dall'Art. 8, 2° comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 10/09/1982, n. 915 e successive modificazioni ed integrazioni;
b) dall'Art. 9-quater del D.L. 9 settembre 1988 n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988 n. 475;
c) dal D.M. 25 settembre 1991;
d) dal capo III del D.L. 15 novembre 1993, n. 507;
e) dall'Art. 39 della Legge 22 febbraio 1994 n. 146.

2. Tutta l'attività comunale relativa allo smaltimento dei rifiuti deve essere svolta con con l'osservanza dei seguenti principi generali:

a) deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, l'incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli;
b) deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienicosanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori ed odori;
c) devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitato ogni degradamento dell'ambiente e del paesaggio;
d) devono essere rispettate le esigenze di pianificazione economica e territoriale;
e) devono essere promossi, con l'osservanza di criteri di economicità ed efficienza, sistemi tendenti a riciclare, riutilizzare i rifiuti o recuperare da essi materiali ed energia;
f) devono essere favoriti sistemi tendenti a limitare la produzione dei rifiuti;


Art. 2
Gestione del servizio

1. Tutti i servizi dei rifiuti solidi urbani interni vengono assunti direttamente dal Comune ai sensi degli Art.. 3 e 8 del D.P.R. n. 915/1982 che li espleta in economia ai sensi dell'Art. 22, 3° comma lett. a) della legge 8 giugno 1990 n. 142 qualora se ne ravvisano motivi di economicità e necessità, pArt. del servizio potrà essere affidato a terzi nelle forme delle vigenti disposizioni.


Titolo II
Rifiuti solidi urbani interni

Art. 3
Delimitazione dei perimetri di raccolta dei rifiuti solidi urbani interni
1. Costituendo la raccolta dei rifiuti attività di pubblico interesse, questo Comune è impegnato ad assicurarla in tutto il suo territorio.

2. Fermo restando che il servizio dovrà essere comunque assicurato in tutto il centro abitato, nelle frazioni e nei nuclei abitati, ivi compresi i centri commerciali e produttivi integrati, come tali riconosciuti ai fini del censimento della popolazione residente, nonché alle loro immediate periferie.


Art. 4
Modalità delle racolta dei rifiuti urbani


1. Per una razionale organizzazione del servizio, anche al fine del contenimento dei costi, la raccolta:

a) potrà essere programmata per zona, in giorni fissi, per quanto riguarda i rifiuti di cui al precedente Art. 3.
2. Il sindaco, con propria ordinanza, fisserà i programmi di raccolta di cui al comma 1 nonché i relativi orari.


Art. 5
Divieto di accesso nella proprietà privata


1. E' fatto divieto, al personale addetto al servizio, di accedere, per il ritiro dei rifiuti, nelle abitazioni private, essendo prescritto che il ritiro dei medesimi deve aver luogo senza accedere nelle proprietà private.
2. In casi pArt.colari, ma solo nell'interesse del servizio, gli interessati potranno ottenere l'autorizzazione per il deposito dei rifiuti destinati al ritiro all'interno della proprietà privata.
3. L'autorizzazione di cui al precedente comma dovrà essere richiesta dagli interessati con domanda in cArt. da bollo; potrà essere rilasciata (sempre in cArt. da bollo) solo dopo che gli interessati avranno eseguito i lavori eventualmente prescritti e potrà essere revocata in qualsiasi momento. Il Comune in ogni caso non assume alcuna responsabilità in dipendenza della autorizzazione fatto salvo, beninteso, l'esercizio della potestà disciplinare nei confronti del personale dipendente.


Art. 6
Recupero di materiale da destinare al riciclo o alla produzione di energia

1. Il recupero di materiali da destinare al riciclo o alla produzione di energia è assicurato, in tutto il territorio comunale, mediante:

a) l'incoraggiamento di iniziative di Enti e di privati nelle varie fasi di conferimento, raccolta, spazzamento e discarica sul suolo, dei rifiuti di qualsiasi provenienza;
b) l'eventuale installazione di recipienti per consentire agli utenti del servizio una prima cernita.


Art. 7
Distanze e capacità dei contenitori

1. I contenitori per la raccolta dei rifiuti devono essere collocati ad una distanza massima di ml 500 dall'immobile soggetto a tassazione dove non si effettua la raccolta manuale.
2. La distanza si misura seguendo il percorso più breve calcolato dall'accesso esterno dell'immobile al contenitore.


Art. 8
Servizio di raccolta non in regime di primitiva

1. Per quelle pArt. del territorio comunale collocate al di fuori delle zone inserite nei perimetri urbani dove viene di fatto eseguita la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in regime di privativa comunale, la tassa è dovuta in misura pari al 40% della tariffa per distanze superiori ad un Km. Dal piu' vicino punto di raccolta nelle zone di fatto servite. (*)
2. Gli occupanti o detentori degli insediamenti, comunque situati fuori dall'area di raccolta, sono tenuti ad utilizzare il servizio pubblico di nettezza urbana, provvedendo al conferimento dei rifiuti urbani interni ed equiparati nei contenitori viciniori.

(*) Comma così sostituito con deliberazione C.C. n. 25 del 16-3-1993


Art. 9
Riduzione del tributo per disfunsioni nel servizio

1. Se il servizio di raccolta, istituito ed attivato, non viene svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attività dell'utente, il tributo è dovuto nella misura ridotta di cui all'Art. 8. Uguale riduzione del tributo viene applicata quando il servizio viene effettuato in grave violazione delle prescrizioni del presente regolamento, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta.
2. Il periodo di mancato o irregolare funzionamento del servizio è accertato con deliberazione della Giunta comunale, su relazione del responsabile del servizio.


Titolo III
Raccolta differenziata


Art. 10
Rifiuti urbani pericolosi

1. In conformità a quando stabilito dalla delibera del Comitato Interministeriale di cui all'Art. 5 del D.P.R. 10 settembre 1982 n. 915, sono considerati pericolosi i seguenti rifiuti urbani:

n batterie e pile;
n prodotti, e relativi contenitori, etichettati con il simbolo "T" e/o "F";
n prodotti farmaceutici.

2. Il servizio di raccolta e smaltimento di detti rifiuti viene istituito ai sensi dell'Art. 3, 1° comma del D.L. 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, nella legge 29 ottobre 1987, n. 441 e del D.M. 29 maggio 1991 nonché delle eventuali normative regionali.


Art. 11
Organizzazione della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani pericolosi

1. Il servizio, istituito come al precedente Art.colo, è organizzato come segue:

a) la raccolta dei rifiuti pericolosi sarà fatta con appositi contenitori speciali in cemento o in polietilene o altro materiale la cui idoneità allo scopo dovrà comunque essere certificata a cura della ditta fornitrice.
b) Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi raccolti come dalla precedente lett. a) sarà affidato con apposita convenzione.

2. è fatto tassativo obbligo a tutti di depositare i rifiuti urbani pericolosi nei detti contenitori.

3. La Giunta comunale coinvolgerà, inoltre, i soggetti che svolgono attività di commercio dei prodotti suindicati, favorendo forme di restituzione da pArt. degli acquirenti.


Art. 12
Racolta di vetro e lattine in alluminio

1. Per la raccolta dei materiali in vetro e lattine in alluminio provenienti dalle utenze domestiche, con provvedimento della giunta comunale, saranno disposte le installazioni di appositi contenitori, opportunamente contrassegnati con simboli che rendano agevole il conferimento da pArt. degli utenti.


Art. 13
Frequenza di lavaggio e disinfestazione dei contenitori

1. La frequenza di lavaggio e disinfezione dei contenitori, è di un minimo di quattro volte l'anno.


Art. 14
Associazioni di volontariato

1. Le associazioni di volontariato che operino senza fine di lucro possono procedere alla raccolta di specifiche frazioni recuperabili dei rifiuti urbani, secondo gli usi e previo assenso del Comune.
2. L'Associazione di volontariato interessata dovrà presentare apposita istanza, in una con l'atto costitutivo, specificando la/le frazione/i di rifiuto che intende raccogliere, le modalità di raccolta e di smaltimento, ed i mezzi di cui dispone per garantire l'igiene e la sicurezza nel lavoro da svolgere.
3. La Giunta Comunale, su relazione dell'apposito servizio, procederà al rilascio dell'eventuale relativo assenso.


Titolo IV
Applicazione delle tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni


Art. 15
Presupposto della tassa

1. La tassa è dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibito, esistenti nel territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in via continua.

Art. 16
Case coloniche

1. Per l'abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta di pertinenza la tassa è dovuta anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all'abitazione ed al fabbricato.
2. Per quanto concerne la distanza massima dei contenitori per la raccolta dei rifiuti, si applicano le norme di cui ai commi 1 e 2 del precedente Art. 9.


Art. 17
Locali ed aree non assoggettabili a tassa

1. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il pArt.colare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.


Art. 18
Esclusione della superficie tassabile

1. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella pArt. di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti.


Art. 19
Destinazione promiscua

1. Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta una attività economica e professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.


Art. 20
Esclusione dalla tassa

1. Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati Esteri.


Art. 21
Soggetti passivi - solidarietà

1. La tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui agli Art.. 29, 30 e 32 con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.


Art. 22
Condominio - Multiproprietà - Centri Commerciali

1. Per le pArt. comuni del condominio di cui all'Art. 1117 del Codice Civile, che possono produrre rifiuti agli effetti dell'Art. 28, il Comune, qualora la relativa superficie non risulti indicata nella denuncia di cui all'Art. 46, determina la tassa, aumentando la superficie, dichiarata dagli occupanti o detentori degli alloggi in condominio, di una quota dal 2% al 10% in ragione inversa del numero dei condomini; resta ferma l'obbligazione di coloro che occupano o detengono pArt. comuni in via esclusiva.
2. Nel caso di locali di multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della tassa dovuta per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di quest'ultimi gli altri obblighi a diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.
3. è fatto obbligo all'amministratore del condominio ed al soggetto responsabile del pagamento di cui al comma 2° di presentare al competente ufficio del Comune, entro il 20 gennaio di ciascun anno, l'elenco degli occupanti o detentori dei locali ed aree del condominio e del centro commerciale integrato.


Art. 23
Inizio e cessazione dell'occupazuione o detenzione

1. La tassa è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.
2. L'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare, successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza. Nel caso di multiproprietà la tassa è dovuta agli utenti in proporzione al periodo di occupazione o di disponibilità esclusiva ed è versata dall'amministratore con le modalità di cui all'Art. 35, comma 2.
3. La cessazione, nel corso dell'anno, dell'occupazione o detenzione dei locali ed aree, dà diritto all'abbuono del tributo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui è stata presentata la denuncia della cessazione debitamente accertata.
4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione, il tributo non è dovuto per le annualità successive se l'utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta dall'utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d'ufficio.


Art. 24
Tariffe per le aree scoperte

1. Sono computate per la metà le superfici riguardanti le aree scoperte a qualsiasi uso adibite diverse dalle aree di cui al comma 2.
2. Sono computate nel limite del 25% le aree scoperte che costituiscono pertinenza od accessorio dei locali ed aree assoggettabili a tassa.
3. Le riduzioni delle superfici di cui ai precedenti commi sono applicate sulla base di elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto dell'anno successivo.


Art. 25
Tariffe per partiolari condizioni d'uso

1. La tariffa unitaria viene ridotta, per pArt.colari condizioni d'uso, come della seguente prospetto:

N.D., Descrizione, Riduzione 

1, Abitazione con unico occupante, 1/3
2, Abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l'abitazione di residenza e l'abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l'alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento da pArt. del Comune, 1/4
3, I locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti a uso stagionale e al uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attività, 1/3
4, Utente che, versando nelle circostanze di cui al n. 2, risieda o abbia la dimora, per più di sei mesi all'anno, in località fuori dal territorio nazionale, 1/3
5, Agricoltori occupanti la pArt. abitativa della costruzione rurale, 30%

2. Le riduzioni tariffarie di cui sopra sono applicate sulla base di elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto dell'anno successivo.

3. Il contribuente è obbligato a denunciare entro il 20 gennaio il venir meno delle condizioni dell'applicazione della tariffa ridotta; In difetto si provvede al recupero del tributo a decorrere dall'anno successivo a quello di denuncia dell'uso che ha dato luogo alla riduzione tariffaria e sono applicabili le sanzioni previste per l'omessa denuncia di variazione dell'Art. 76 del Decreto legislativo 15/11/1993 n. n. 507.


Art. 26
Classificazione delle superfici tassabili

1. Agli effetti dell'applicazione della tassa, i locali e le aree secondo l'uso cui sono destinate, sono suddivise nelle seguenti 10 categorie:

Categoria, descrizione

I Locali adibiti ad uso abitazione.
II Locali destinati ad uffici pubblici o privati o studi professionali, banche
III Stabilimenti ed edifici industriali ed Art.gianali.
IV Locali destinati a negozi o botteghe a uso commerciale od Art.giano.
V Alberghi, sale di convegno, teatri, cinematografici, esercizi pubblici, osterie, trattorie, ristoranti, caffè, bar e simili.
VI Collegi, convitti, pensioni, case di cura per la pArt. in cui si producono rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani ai sensi dell'Art. 3 D.M. 25 maggio 1989, e simili.
VII Associazione sportive, culturali, ricreative, sindacali, politiche e associazioni varie aventi fini costituzionalmente protetti, scuole pubbliche e private.
VIII Aree adibite a: campeggi, distributori di carburanti.
IX Altre aree scoperte ad uso privato ove possono prodursi rifiuti.
X Depositi di merci e simili.


Art. 27
Agevolazioni - Riduzioni

1. Nel caso di attività produttive, commerciali e di servizi, per le quali gli utenti dimostrino di aver sostenuto spese per interventi tecnico organizzativi comportanti un'accertata minore produzione di rifiuti od un pretrattamento volumetrico, selettivo o qualitativo che agevoli lo smaltimento od il recupero, la tariffa unitaria viene ridotta di una percentuale pari al beneficio che gli investimenti producono al gestore del servizio a tal fine il responsabile del servizio, acquisita la documentazione dimostrativa delle spese sostenute, propone alla Giunta Comunale, previa rigorosa valutazione tecnica la soluzione tariffaria.
2. Si procede ad analoga riduzione e con le stesse modalità nel caso in cui gli utenti conferiscono rilevanti quantità di rifiuti che diano luogo ad entrate derivanti dal recupero e riciclo di rifiuti sotto forma di energia o materie prime secondarie.
3. Il procedimento per la determinazione delle agevolazioni viene avviato su documentata istanza dell'utente. Cessando le condizioni che hanno consentito il beneficio, il responsabile del servizio ne dispone la decadenza.


Art. 28
Esenzioni

1. Sono esenti dal pagamento della tassa gli edifici e le aree di cui al seguente prospetto:

N. D., descrizione

1) Gli stabili (e relative aree) adibiti ad uffici comunali e tutti gli altri in cui hanno sede uffici o servizi pubblici alle cui spese di funzionamento, per disposizione di legge, è tenuto a provvedere, obbligatoriamente, il Comune;
2) Gli edifici e le aree destinati ed aperti al culto, con esclusione dei locali annessi adibiti ad abitazione, e ad usi diversi da quello del culto in senso stretto.
3) Gli immobili posseduti da persone indigenti che vengono seguiti in via continuativa dal servizio di solidarietà sociale dell'Ente, e che quindi percepiscono nel corso dell'anno un sussidio ordinario. (1)

2. Anche per detti edifici ed aree è obbligatoria la denuncia di cui al successivo Art.46 con annotata la richiesta di esenzione.

3. L'esenzione dovrà comunque essere accordata con deliberazione della Giunta Comunale.

4. La stessa deliberazione dovrà prevedere:

a) l'obbligo degli interessati di denunciare, entro 60 giorni, l'eventuale cambio di destinazione o qualsiasi fatto che comporti la perdita del diritto all'esenzione accordata;
b) che l'esenzione avrà validità fino a revoca.
c) l'esenzione di cui al punto 3 del presente Art.colo, devono essere iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura viene assicurata con risorse diverse da quelle provenienti dal gettito della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per l'esercizio a cui si riferisce l'iscrizione predetta. (2)

(1) punto inserito con atto C.C. n. 25 del 16-3-1999
(2) punto inserito con atto C.C. n. 25 del 16/3/1999


Art. 29
Tariffe

1. Le tariffe vengono deliberate dalla Giunta comunale entro il 31 ottobre in base alla classificazione ed ai criteri di graduazione contenuti nel seguente regolamento, per unità di superficie dei locali ed aree compresi nelle singole categorie o sottocategorie, da applicare nell'anno successivo. In caso di mancata deliberazione del termine suddetto si intendono prorogate le tariffe approvate per l'anno in corso.

2. La deliberazione deve, tra l'altro, indicare:

a) le ragioni del rapporto stabiliti tra le tariffe; §
b) i dati consuntivi e previsionali relativi ai costi del servizio discriminali in base alla loro classificazione economico;
c) i dati e le circostanze che hanno determinato l'aumento per la copertura minima obbligatoria del costo.

3. La deliberazione della tariffa, divenuta esecutiva a norma di legge, è trasmessa entro 30 giorni alla direzione centrale per la fiscalità locale del Ministero delle Finanze, che formula eventuali rilievi di legittimità nel termine di sei mesi dalla ricezione del provvedimento. In caso di rilievi formulati tardivamente, il Comune non è obbligato ad adeguarsi agli effetti dei rimborsi e degli accertamenti integrativi.

Art. 30
Tassa giornaliera di smaltimento

1. Per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni prodotti dagli utenti che occupano o detengono, con o senza autorizzazione, temporaneamente e non ricorrentemente, locali od aree pubblici, di uso pubblico o aree gravate da servitù di pubblico passaggio, è istituita la tassa giornaliera di smaltimento.
2. La misura è determinata dalla Giunta comunale in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa annuale di smaltimento dei rifiuti solidi attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 50%.
3. In mancanza di corrispondente voce di uso nella classificazione contenuta nel presente regolamento, è applicata la tariffa della categoria recante voci di uso assimilabili per attitudine quantitativa e qualitativa a produrre rifiuti solidi urbani.
4. L'obbligo della denuncia dell'uso temporaneo è assolto a seguito del pagamento della tassa da effettuare, contestualmente alla tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche, all'atto dell'occupazione con il modulo di versamento di cui all'Art.50 del D.Lgs. 15/11/93 n.507 o, in mancanza di autorizzazione, mediante versamento diretto senza la compilazione del suddetto modulo.
5. In caso di uso di fatto, la tassa, che non risulti versata all'atto dell'accertamento dell'occupazione abusiva, è recuperata unitamente alla sanzione, interessi ed accessori.
6. Per l'accertamento in rettifica o d'ufficio, il contenzioso e le sanzioni si applicano le norme del presente regolamento e quelle del D.Lgs. n.507/1993, relative alla tassa annuale.
7. Trovano applicazione le agevolazioni previste dal presente regolamento.


Art. 31
Servizio stagionale

1. Nelle zone esterne al centro abitato in cui lo svolgimento del normale servizio di raccolta dei rifiuti interni ed equiparati sia limitato con apposita delibera a determinati periodi stagionali, il tributo è dovuto in proporzione al periodo di esercizio del servizio, fermo restando il disposto del precedente Art. 10.


Art. 32
Interruzione temporanea del servizio

1. L' interruzione temporanea del servizio di raccolta per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo. Qualora tuttavia il mancato svolgimento del servizio si protragga, determinando una situazione riconosciuta dalla competente autorità sanitaria di danno o pericolo alle persone o all'ambiente secondo le norme e prescrizioni sanitarie nazionali, l'utente può provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione, fermo restando il disposto del precedente Art. 10.


Art.. 33
Denunce

1. I soggetti passivi e i soggetti responsabili del tributo, presentano al Comune entro il 20 gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione denuncia dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del Comune. La denuncia è redatta sugli appositi modelli predisposti dal Comune e dallo stesso messi a disposizione degli utenti presso gli uffici comunali.
2. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilità siano rimaste invariate.
In caso contrario l'utente è tenuto a denunciare, nelle medesime forme, ogni variazione relativa ai locali ed aree, alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comunque influisce sull'applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia.
3. La denuncia, originaria o di variazione, deve contenere l'indicazione del codice fiscale, degli elementi identificativi delle persone fisiche componenti del nucleo familiare o della convivenza, che occupano o detengono l'immobile di residenza o l'abitazione principale ovvero dimorano nell'immobile a disposizione, dei loro rappresentanti legali e della relativa residenza, della denominazione e relativo scopo sociale o istituzionale dell'ente, istituto, associazioni, società ed altre organizzazioni nonchè della loro sede principale, legale o effettiva, delle persone che ne hanno la rappresentanza e l'amministrazione, dell'ubicazione, superficie e destinazione dei singoli locali ed aree denunciati e delle loro ripartzioni interne, nonchè della data di inizio dell'occupazione o detenzione.
4. La dichiarazione è sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale.
5. L'ufficio comunale competente rilascia ricevuta della denuncia, che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato con il timbro postale.
6. In occasione di iscrizioni anagrafiche o altre pratiche concernenti i locali ed aree interessati, gli uffici comunali sono tenuti ad invitare l'utente a provvedere alla denuncia nel termine previsto, fermo restando, in caso di omesso invito l'obbligo di denuncia di cui al comma 1.


Art. 34
Lotta all'evasione

1. Per assicurare una efficace lotta all'evasione gli uffici comunali dovranno organizzare il servizio come segue:

A) Ufficio Tributi:

1) Dovranno assicurare la conservazione delle denunce di cui al precedente Art. 46 e di qualsiasi altro atto rilevante ai fini della tassa, in apposita "cArt.lla del "contribuente";
2) La "cArt.lla del contribuente" di cui al precedente numero 1 dovrà essere conservata in apposito classificatore saranno raggruppate le "cArt.lle" quali debbono essere apportate, per qualsiasi motivo, variazioni al ruolo;
3) Dovrà essere impiantato uno "schedario del contribuente" le cui schede dovranno essere sempre tenute in ordine alfabetico e dovranno riportare i dati principali relativi all'utenza.

B) Ufficio Tecnico:

1) Dovrà assicurare all'ufficio tributi, ogni possibile collaborazione;

C) Ufficio di Polizia Urbana e Amministrativa - Licenze e autorizzazioni:

1) Dovrà assicurare gli adempimenti di cui alla precedente lettera

B) in occasione di rilascio di qualsiasi nuova autorizzazione o licenza.

D) Ufficio Anagrafe:

1) Dovrà assicurare la tempestiva comunicazione, nelle forme che saranno concordate con l'ufficio tributi, di tutti i movimenti anagrafici influenti ai fini della tassa.

2) Tutti gli uffici comunali, coordinati e sotto la responsabilità del Segretario Comunale, dovranno assicurare, per quanto di rispettiva competenza, il massimo impegno alla lotta all'evasione, nonchè di assistenza agli utenti.


Art. 35
Accertamento

1) In caso di denuncia infedele o incompleta, l'ufficio comunale provvede ad emettere, relativamente all'anno di presentazione della denuncia ed a quello precedente (dal primo giorno bimestrale solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza), avviso di accertamento in rettifica, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa.

In caso di omessa denuncia, l'ufficio emette avviso di accertamento d'ufficio, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del del quArt. anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata.

2) Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato per l'organizzazione e la gestione del tributo di cui all'Art.53 e devono contenere gli elementi identificativi del contribuente, dei locali e delle aree e loro destinazioni, dei periodi e degli imponibili o maggiori imponibili accertati, della tariffa applicata e relativa delibera, nonchè la motivazione dell'eventuale diniego della riduzione o agevolazione richiesta, l'indicazione della maggior somma dovuta distintamente per tributo, addizionali ed accessori, soprattassa ed altre penalità.

3) Gli avvisi di cui al comma 1 devono contenere altresì l'indicazione dell'organo presso cui può essere prodotto ricorso ed il relativo termine di decadenza.

4) Ai fini del potenziamento dell'azione di accertamento, il Comune, ove non sia in grado di provvedere autonomamente, può stipulare apposite convenzioni, con soggetti privati o pubblici per l'individuazione delle superfici in tutto o in pArt. sottratte a tassazione. Il relativo capitolato deve contenere l'indicazione dei criteri e delle modalità di rilevazione della materia imponibile nonchè dei

requisiti di capacità ed affidabilità del personale impiegato dal contraente.


Art. 36
Riscossione

1. Per la riscossione del tributo ed addizionale, degli accessori e delle sanzioni, trova applicazione l'Art. 72 del D.Lgs. 15/11/93 n. 507.


Art. 37
Controllo dei dati

1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denunce o acquisiti in sede di accertamento d'ufficio tramite rilevazione della misura e destinazione della superfici immobili, effettuata anche in base alle convenzioni di cui all'Art. 48, l'ufficio comunale può rivolgere al contribuente motivato invito ad esibire o trasmettere atti e documenti, comprese le planimetrie dei locali e delle aree scoperte, ed a rispondere a questionari, relativi a dati e notizie specifici, da restituire debitamente sottoscritti; può utilizzare dati legittimamente acquisiti ai fini di altro tributo ovvero richiedere ad uffici pubblici o di enti pubblici anche economici, in esenzione da spesa e diritti, dati e notizie rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti.


Art. 38
Accesso agli immobili

1. In caso di mancato adempimento da pArt. del contribuente alle richieste di cui all'Art. 48 precedente nel termine concesso, gli agenti di polizia urbana o i dipendenti dell'ufficio comunale ovvero il personale incaricato della rilevazione della materia imponibile ai sensi dell'Art. 48, muniti di autorizzazione del Sindaco e previo avviso da comunicare almeno cinque giorni, prima della verifica, possono accedere agli immobili soggetti alla tassa ai soli fini della rilevazione della destinazione e della misura delle superfici, salvi i casi di immunità o di segreto militare, in cui l'accesso è sostituito da dichiarazioni del responsabile del relativo organismo.


Art. 39
Accertamento per presunzione semplice

1. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento può essere effettuato in base a presunzioni semplici aventi i caratteri previsti dall'Art. 2729 del Codice Civile.


Art. 40
Funzionario responsabile

1. La Giunta comunale designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione e i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, il predetto funzionario sottoscrive le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi.

2. Il nominativo del funzionario è comunicato alla Direzione centrale per la fiscalità locale del Ministero delle Finanze, entro 60 giorni dalla nomina.


Art. 41
Rimborsi

1. Per i rimborsi trova applicazione l'Art. 75 del D.Lgs. 15/11/1993 n.507.


Art. 42
Rifiuti speciali assimilati

1. Sono considerati rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani speciali indicati al n. 1, punto 1.1.1, lettera a), della deliberazione del 27/07/1984 del Comitato interministeriale di cui all'Art.5 del decreto del Presidente della Repubblica 10/09/1982, n.915, nonchè gli accessori per l'informatica.


Titolo V
Rifiuti tossici, nocivi speciali


Art. 43
Smaltimento dei rifiuti speciali da parte dei produttori

1. Ai sensi dell'Art.3 del D.L. 9 settembre 1988, n.397, convertito, con modificazioni, nella legge 9 novembre 1988, n.475, chiunque produca ovvero sia titolare degli impianti di smaltimento dei rifiuti speciali è tenuto a comunicare alla Regione o alla Provincia delegata la quantità e la qualità di rifiuti prodotti e smaltiti.


Art. 44
Rifiuti tossici e nocivi

1. Allo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi dovranno sempre provvedere gli interessati produttori nel pieno rispetto delle disposizioni di leggi.


Art. 45
Obbligo della denuncia dei locali e delle aree

1. è fatto obbligo, ai titolari delle attività producenti rifiuti tossici, nocivi e speciali di fare denuncia degli edifici e delle aree come previsto dal precedente Art. 33. Nella stessa denuncia dovranno essere indicate le superfici complessive, quelle tassabili e quelle non tassabili.


Titolo VI
Contenzionso - Sanzioni


Art. 46
Contenzioso

1. Contro gli atti di accertamento è ammesso ricorso:

a) all'Intendente di Finanza sino alla data di insediamento della Commissione Tributaria Provinciale.
b) alla detta Commissione Tributaria Provinciale, dopo il suo insediamento, secondo il disposto dell'Art. 80 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, recante: "Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'Art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n.413".


Art. 47
Sanzioni

1. Per le seguenti infrazioni:

a) omessa o incompleta denuncia originaria o di variazione;
b) denuncia originaria o di variazione risultata infedele;
c) omessa, inesatta o tardiva indicazione dei dati richiesti in denuncia o con il questionario;
d) mancata esibizione o trascrizione di atti o documenti o dell'elenco di cui all'Art. 63, comma 4, del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507; trova applicazione l'Art. 76 del detto D.Lgs. 507/1993.

2. Per le infrazioni alle norme regolamentari di attuazione del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, si applicano le disposizioni di cui agli Art.coli da 24 a 28 del detto decreto.

3. Per le violazioni alle norme del presente regolamento, salvo che il fatto non costituisca reato, si applica una sanzione amministrativa come dall'Art. 24 del D.P.R. 915/82.


Titolo VII
Norme transitorie e finali

Art. 48
Norme abrogate

1. Con l'entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate tutte le norme regolamentari con esso contrastanti compreso il regolamento precedente.


Art. 49 - PUBBLICITA' DEL REGOLAMENTO E DEGLI ATTI

1. Copia del presente regolamento, a norma dell'Art. 22 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sarà tenuta a disposizione del pubblico perchè ne possa prendere visione in qualsiasi momento.

Art. 50
Entrata in vigore del regolamento

1. Il presente regolamento entrerà in vigore dopo l'espletamento del controllo da pArt. del competente organo regionale di controllo (Co.Re.Co.) e la sua ripubblicazione all'Albo Pretorio comunale per 15 giorni consecutivi, munito degli estremi della deliberazione di approvazione e del provvedimento di esame da pArt. del Co.Re.Co., con la contemporanea pubblicazione, all'albo pretorio e in luoghi consueti, di apposito manifesto annunciante la detta affissione.


Art. 51
Casi non previsti dal presente regolamento

1. Per quanto non previsto nel presente regolamento troveranno applicazione:

a) le leggi nazionali e regionali;


Art. 52
Variazioni del regolamento

1. L'Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di modificare, nel rispetto delle vigenti norme che regolano la materia, le disposizioni del presente regolamento dandone comunicazione agli utenti mediante pubblicazione all'Albo Pretorio del Comune, a norma di legge.


Art. 53
Costo spazzamento (*)

1. Dall1/1/1999 ai fini della determinazione del costo di esercizio è dedotto dal costo complessivo di nettezza urbana un importo pari al 15% a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani di cui all'Art. 2, comma 3°, numero 3 del D.P.R. 10/09/1982 N. 915.

(*) Art.colo aggiunto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 24 del 16/03/1999.