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Regolamento comunale per le pari opportunità


Art. 1
Oggetto

Per il raggiungimento delle finalità indicate dal 2° comma dell’art. 7 del D.P.R. 13 maggio 1987 n° 268 ai sensi degli art. 28 e 28 bis del D.P.R. n° 333 del 3 agosto 1990 e vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 113 del 5/11/1999 si adotta il “ Regolamento Comunale per le Pari Opportunità”.


Art. 2
Composizione

Nell’Ente è costituito il Comitato per le pari opportunità che persegue il raggiungimento degli obiettivi indicati al precedente art. 1.

Il Comitato è un organismo così composto:

a) Sindaco o suo rappresentante con funzione di Presidente;
b) Presidente del Consiglio
c) I consiglieri donne elette in seno al Consiglio Comunale
d) un componente designato da ognuna delle OO.SS. su base nazionale adeguamente rappresentate nell’Ente;
e) pari numero di funzionari in rappresentanza dell’Amministrazione, particolarmente qualificati per l’esperienza acquisita nel settore;
f) assisterà il Comitato per le Pari Opportunità, con funzione di segretario, un dipendente con qualifica non inferiore ad Ufficiale Amministrativo;

I membri del Comitato, sia interni che esterni all’Amministrazione, saranno nominati successivamente con Ordinanza Sindacale, previa comunicazione da parte delle OO.SS: dei componenti designati


Art. 3
Funzioni

Il Comitato:

a) promuove indagini conoscitive, ricerche, analisi e seminari per individuare misure idonee a determinare condizioni di Pari Opportunità fra i lavoratori, in termini di sviluppo professionale e condizioni di lavoro, tenendo anche conto della posizione delle lavoratrici in seno alla famiglia;
b) persegue una effettiva parità nelle posizioni funzionali, in presenza di corrispondenti requisiti professionali di cui si dovrà tener conto anche nella attribuzione di incarichi o funzioni qualificate, nell’ambito di generali misure rivolte a superare, per la totalità dei dipendenti, l’assegnazione in via permanente di mansioni parcellizzate e prive di ogni possibilità di evoluzione professionale;
c) formula proposte ed esprime parere sugli atti qualificanti della Amministrazione, relativi al personale, alle politiche di accesso, alle attribuzioni delle mansioni, alla formazione ed aggiornamento professionale, nonché alla modalità di svolgimento di progetti o piani di ristrutturazione dei Servizi dell’Ente, tenendo conto dei processi di introduzione di nuove tecnologie e, in generale, su ogni aspetto regolamentare che abbia valenza sulla condizione delle lavoratrici e/o dell’utenza;
d) promuove indagini nella attuazione della normativa contrattuale relativa all’igiene, sicurezza e salubrità del posto di lavoro, con particolare riferimento ai rischi specifici delle lavoratrici-madri ed alla segnalazione di eventuali malattie professionali;
e) propone iniziative volte ad incentivare la flessibilità degli orari di lavoro anche in rapporto a quelli dei servizi sociali;
f) formula proposte di piani di azioni positive a favore delle lavoratrici e propone ogni altra misura atta a perseguire il conseguimento della reale parità;
g) promuove iniziative volte ad attuare le direttive CEE per la affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone, in particolare per rimuovere comportamenti molesti e lesivi della libertà personale dei singoli e superare quegli atteggiamenti che recano pregiudizio allo svolgimento ed allo sviluppo di rapporti corretti;
h) relaziona annualmente l’Amministrazione sulle condizioni oggettive in cui si trovano le lavoratrici secondo quanto previsto dal già citato art. 7 del D:P:R: 268/87;
i) presenta apposito programma preventivo ai fini dello stanziamento di bilancio di cui al successivo art. 5 del presente regolamento.


Art. 4
Modalità di funzionamento

Il Comitato si riunisce, di norma, almeno una volta al mese, ed ogni volta che se ne ravvisi la necessità.

La convocazione è effettuata per iscritto dal Presidente, specificando l’ordine del giorno e deve pervenire ai membri della Commissione almeno tre giorni prima della data fissata per la riunione.

In caso di impedimento del Presidente, la convocazione sarà effettuata dal vice Presidente.

La convocazione può essere richiesta anche da almeno da un terzo dei componenti la stessa.

Il verbale delle riunioni deve contenere l’elenco dei presenti, l’ordine del giorno, la sintesi della seduta, le determinazioni assunte e le eventuali proposte contrarie con la indicazione dei proponenti.

Le sedute del Comitato sono valide in presenza della metà più uno dei componenti e le sue decisioni sono valide a maggioranza dei presenti.

In caso di tre assenze consecutive ingiustificate il componente è considerato decaduto e si provvederà, con ordinanza sindacale, alla sua surroga nella seduta successiva a quella della decadenza.

Le decisioni della Commissione costituiscono atto propositivo per l’Amministrazione e per la delegazione trattante che, entro e non oltre 30 giorni dalla data della trasmissione del verbale, sono tenute a comunicare per iscritto o tramite incontro formale le eventuali decisioni diverse con le relative motivazioni.

L’Amministrazione garantisce la sede delle riunioni, gli strumenti organizzativi e finanziarie necessari, la verbalizzazione delle sedute, la pubblicizzazione delle decisioni adottate e quanto necessarie al funzionamento del Comitato.


Art. 5
Risorse

Il Comitato si avvarrà per il suo funzionamento, di un apposito fondo che sarà stanziato in bilancio e la cui consistenza sarà proposta dal Comitato medesimo.

Il Comitato potrà avvalersi anche delle agevolazioni previste in materia dal Fondo Sociale Europeo.

Per attuare i propri obiettivi il Comitato potrà:

a) Accedere a tutte le informazioni e agli atti dell’Amministrazione necessari al suo funzionamento;
b) Richiedere informazioni relative al mercato del lavoro;
c) Promuovere indagini, ricerche, studi e seminari su problematiche attinenti le Pari Opportunità;
d) Promuovere incontri con gruppi, singoli dipendenti, amministratori;
e) Avvalersi di personale comunale per le attività di supporto;

La Commissione potrà attivare, per lo svolgimento dei compiti indicati all’art. 3 altre risorse oltre a quelle singolarmente individuate nel presente articolo.

La Commissione potrà fruire delle ulteriori risorse sopravvenienti dalla applicazione di normative di fonte contrattuale o legislativa.

La Commissione per la realizzazione degli obiettivi di cui ai precedenti articoli si avvarrà di un apposito fondo che sarà stanziato nel bilancio e la cui consistenza sarà proposta dalla stessa Commissione per come espressa al comma i) dell’art. 3 del presente regolamento.


Il Presente regolamento è stato approvato con deliberazione consiliare N. 51 DEL 03.05.2000 resa esecutiva a norma dell'art. 18 comma 6 L.R. N. 44/91.

1° Certificato di pubblicazione

Il presente regolamento è stato pubblicato all'albo pretorio del comune dal 28.05.2000 all'11.06.2000.

Trecastagni, 12.06.2000

Il Vice segretario comunale

2° Certificato di pubblicazione

Il presente regolamento è stato pubblicato all'albo pretorio del comune dal 25.06.2000 al 09.07.2000

entrerà in vigore il 10.07.2000

Trecastagni lì, 10.07.2000

Il Vice segretario comunale