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Titolo III - L'Ordinamento degli Uffici


Il Comune: autonomia, autogoverno e finalità


Articolo 42
Principi generali

L’organizzazione delle strutture e tutta l’attività amministrativa del Comune si conformano in particolare ai seguenti criteri:

· distinzione tra responsabilità di indirizzo e controllo, spettanti agli organi di governo, e quelle di gestione amministrativa, attribuite agli organi burocratici;
· suddivisione per funzioni omogenee tenendo conto di quelle finali, rivolte all’utenza, e quelle strumentali e di supporto, dei servizi interni e di quelli esterni rivolti ai cittadini singoli o associati;
· coordinamento dell’azione amministrativa e collegamento delle attività dei vari uffici per mezzo di comunicazione interna e esterna ed interconnessione anche informatica;
· flessibilità organizzativa , sia in relazione ai bisogni dell’utenza sia alle nuove o mutate competenze dei servizi;
· flessibilità nella gestione delle risorse umane, per favorire: l’utilizzo delle professionalità interne, la partecipazione dei singoli dipendenti, le pari opportunità fra uomini e donne per l’accesso ed il trattamento sul lavoro;
· responsabilità, professionalità e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell’azione amministrativa, nel rispetto della normativa contrattuale vigente;

· valorizzazione delle risorse umane attraverso la partecipazione attiva e la responsabilizzazione diffusa del personale nella gestione delle attività dell’ente
· soddisfacimento delle esigenze degli utenti, garantendo la trasparenza dell’azione amministrativa, il diritto di accesso agli atti e ai servizi, l’informazione e la partecipazione dei cittadini;
· attivazione di controlli interni in applicazione della vigente normativa;
· riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi attraverso una sistematica ricerca di semplificazione delle procedure interne;
· rispetto, in sede di trattamento dei dati personali, della legge n. 675/96 e successive modificazioni e integrazioni.


Articolo 43
Funzioni di indirizzo e programmazione

Gli organi di governo dell’Ente, secondo la propria competenza, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare tramite la relazione previsionale, il bilancio di previsione, specificando le modalità operative tramite il PEG o, in assenza, tramite atti di indirizzo generali o puntuali assegnando obiettivi e risorse.
Il Sindaco, quale capo dell’amministrazione, impartisce, nell’esercizio delle sue funzioni di indirizzo politico-amministrativo, le direttive generali a cui gli incaricati delle funzioni dirigenziali devono attenersi nell’esercizio delle proprie azioni e verifica, anche tramite il controllo di gestione, la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa a tali direttive.
Tutta l’ attività dell’ente deve essere improntata ai principi ed ai metodi della programmazione utilizzando per l’impiego delle risorse, in conformità agli strumenti normativi, il metodo della programmazione del lavoro per obiettivi e della gestione per programmi e/o progetti ed adottando conseguentemente le soluzioni organizzative capaci di assicurare i migliori risultati ai minori costi.
Gli obiettivi e i programmi e/o i progetti sono fissati con la relazione previsionale e programmatica. La programmazione delle attività operative, finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di gestione, è attuata dagli incaricati delle funzioni dirigenziali, nell’ambito delle competenze a ciascuno attribuite, secondo le modalità stabilite dallo Statuto e dal regolamento, e sarà soggetta a periodiche verifiche da attuarsi da parte della Direzione politica e della Direzione operativa.
La struttura organizzativa dell’ente ed i rapporti funzionali tra le sue componenti sono finalizzati alla realizzazione degli obiettivi dell’amministrazione secondo criteri di economicità e di equilibrio tra risorse ed interventi.


Articolo 44
Principi e criteri organizzativi

L’organizzazione del comune e’ costituita da strutture, complesse e semplici, di tipo orizzontale ma collegate fra loro, in modo da poter attivare impulso, verifiche e una costante comunicazione al fine di garantire risposte univoche e coordinate per l’utilizzo ottimale delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi, particolari e generali.
La funzione di coordinamento persegue lo scopo di assicurare l’unitarietà dell’azione amministrativa, in coerenza con le politiche generali del Comune e con il complesso degli obiettivi programmatici a breve, medio e lungo termine, ed, inoltre, di perseguire livelli ottimali di efficienza ed efficacia. E’ esercitata sia a livello generale, con il coinvolgimento di tutti gli incaricati delle funzioni dirigenziali o dei responsabili delle strutture complesse, sia all’interno di dette strutture.
Possono essere istituiti uffici di progetto, per attività temporanee, e uffici di staff per il supporto dell’attività istituzionale del Sindaco o del Segretario.
La dotazione organica, complessiva e di ogni struttura complessa, evidenziando rispetto a ciascun profilo professionale i posti coperti e quelli vacanti, determina la consistenza dei posti assegnati per l’esercizio delle funzioni e per i servizi da espletare dalla struttura in rapporto agli obiettivi e ai programmi fissati con gli strumenti di programmazione.
Gli incaricati delle funzioni dirigenziali, cioè i dipendenti preposti ad una struttura di vertice, esercitano funzioni e compiti di programmazione, direzione, controllo e con responsabilità diretta nei confronti degli organi di direzione politica e amministrativa.
Inoltre concorrono con attività istruttorie e di analisi e con autonome proposte alla predisposizione degli atti di indirizzo generale, alla definizione degli atti e dei progetti di competenza degli organi collegiali, nei confronti dei quali gli incaricati delle funzioni dirigenziali sono responsabili della correttezza amministrativa e dell’efficienza di gestione.


Articolo 45
Il Segretario del Comune

La disciplina relativa alla nomina ed allo stato giuridico ed economico del Segretario comunale e’ stabilita dalla legge, dal D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465 e dai contratti collettivi di categoria.
Il Segretario svolge le funzioni previste dalla legge, dallo Statuto e quelle attribuitigli dal Sindaco, a cui spettano le attribuzioni in ordine al rapporto funzionale del Segretario con il Comune ed agli altri istituti contrattuali connessi a tale rapporto.
Il Segretario, sovrintende allo svolgimento delle funzioni degli incaricati delle funzioni dirigenziali apicali e ne coordina l’attività.

Articolo 46
Le funzioni di Direttore Generale

Al Segretario del comune, qualora consentito dalla normativa vigente, possono essere conferite le funzioni di Direttore Generale della struttura organizzativa ai sensi dell’articolo 51 bis, quarto comma, della legge 8 giugno 1990, n. 142, che si aggiungono a quelle attinenti al proprio ruolo ed alle altre che il Sindaco vorrà conferirgli nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Articolo 47
Il Vice Segretario

Il Vice Segretario è un dipendente a tempo indeterminato dell’Ente inquadrato in Categoria D ed in possesso dei requisiti previsti dall’O.EE.LL. In correlazione a quanto previsto per la nomina del Segretario Comunale, è nominato, nel rispetto delle norme vigenti, dal Sindaco per la sostituzione, in caso di assenza o impedimento, del Segretario del Comune.

Articolo 48
Le posizioni organizzative

Nell’ordinamento degli uffici e dei servizi sono istituite e disciplinate, al fine di razionalizzare l’organizzazione e garantire unicità di gestione, coordinamento e celerità dell’azione amministrativa, le posizioni organizzative previste dal CCNL, il cui incarico può essere conferito ai dipendenti di categoria D , che, con assunzione diretta di elevata responsabilità di prodotto e di risultato nei confronti della direzione politica, svolgano:

· Funzioni di direzione di una o più unità organizzative di particolare complessità comprendenti più uffici o servizi e caratterizzate da elevato grado di autonomia gestionale e amministrativa, con l’eventuale attribuzione delle funzioni previste dal T.U. 267/2000 e della gestione del PEG;

· Attività con contenuti di alta professionalità e specializzazione, correlata a diplomi di laurea e/o all’iscrizione ad albi professionali, con compiti di coordinamento di strutture complesse, anche se temporanee, e responsabilità di gestione e di risultato;

· Attività di staff e di studio, ricerca e controllo caratterizzata da elevate autonomia e esperienza e con compiti di coordinamento di strutture non semplici, anche se temporanee, e con responsabilità di gestione e di risultato.

In forza dell’articolo 13 della L.R. 7/92, il Sindaco con il provvedimento di nomina individua per ciascuna posizione organizzativa le strutture su cui l’incaricato eserciterà funzioni e i compiti da svolgere con responsabilità diretta nei confronti della direzione politica e amministrativa.
L’incarico è temporaneo e non può eccedere il mandato del Sindaco che per la nomina, nel rispetto dei criteri e delle modalità specificate nell’ordinamento degli uffici e dei servizi, terrà conto, in relazione alle funzioni ed attività da svolgere e dei programmi da realizzare, della professionalità e delle attitudini.
L’ordinamento degli uffici predeterminerà, nel rispetto del CCDI e nell’ambito dell’apposito fondo di bilancio, modalità, procedure e tempi del conferimento dell’incarico; modalità per l’attribuzione e la quantificazione della retribuzione di posizione e di risultato, modalità di revoca e di conferma entrambe legate al risultato della gestione.
La copertura dei posti di responsabile dei servizi o degli uffici, di incaricati di funzioni dirigenziali di cui al successivo art. 49, o di alta specializzazione può avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente, e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.

Articolo 49
Gli incaricati delle funzioni dirigenziali

Gli incaricati delle funzioni dirigenziali sono funzionari, a cui il Sindaco in forza dell’articolo 13 della L.R. 7/92 attribuisce la direzione delle strutture complesse, con il compito di dirigere e coordinare attività omogenee per scopo e orientamento di servizio, assicurando, pur nel rispetto dell’autonomia operativa, un indirizzo unitario in relazione ai fini comuni per consentire un’azione coordinata per la realizzazione dei programmi e per il conseguimento degli obiettivi.
Il Sindaco, tenuto conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e anche nell'intento di valorizzare nuove professionalità, attraverso l’eventuale applicazione del criterio della rotazione, conferisce detti incarichi a tempo determinato sulla base di criteri predeterminati con l’ordinamento degli uffici.
L’incarico di funzioni dirigenziali puo’ essere revocato in caso di inosservanza delle direttive impartite, di altre gravi inadempienze agli obblighi di servizio o di palese incapacità a svolgere efficacemente l’incarico conferito e negli altri casi previsti e con le modalità disciplinate dall’ordinamento degli uffici.

L’incaricato delle funzioni dirigenziali è responsabile del perseguimento degli obiettivi assegnati, del buon andamento e della economicità della gestione, della funzionalità della struttura, della validità e correttezza amministrativa degli atti di propria competenza.
Tutti gli incaricati delle funzioni dirigenziali esercitano le funzioni loro attribuite dalla legge e da altre fonti normative o dal Sindaco, in modo autonomo nell’ambito delle direttive agli stessi impartite e rispondono direttamente agli organi della direzione politica ed alla direzione amministrativa.

Articolo 50
Controlli interni

Nell’ambito dell’ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, saranno previsti e disciplinati idonei strumenti per monitorare, controllare e valutare la gestione al fine di:

· garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa ( controllo di regolarità amministrativa e contabile);
· verificare l’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e monitorare il rapporto tra costi e risultati ( controllo di gestione);
· valutare l’attività e le prestazioni di tutto il personale ( valutazione del personale);
· monitorare e valutare l’attuazione dei piani, programmi e delle determinazioni approvati dall’organo politico e la congruenza tra i risultati conseguiti e obiettivi predefiniti ( valutazione e controllo strategico).

Gli strumenti normativi ed organizzativi e le strutture interessate devono tendere a garantire che:

· siano individuate distintamente le diverse attività da demandare alle strutture di controllo interno;
· le funzioni di controllo e valutazione siano svolte in modo integrato, ma evitando la commistione ed identificazione fra valutato e valutatore;
· siano chiari anche a livello organizzativo i criteri di incompatibilità e la distinzione tra attività operative e quelle di supporto ai valutatori;
· la raccolta dei dati informativo - statistico sia informatizzata in modo da poter essere utilizzata da tutti i soggetti interessati o coinvolti nei processi di monitoraggio, controllo e valutazione;
· le banche dati che contengono dati sensibili siano accessibili solo alle persone autorizzate e ai diretti interessati in sede di accesso personale.

Articolo 51
Procedimento amministrativo

Nell’ambito dell’ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, per i procedimenti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione dagli interessati secondo le modalità stabilite dallo Statuto e nell’osservanza dei principi stabiliti dalla L.R. 30 aprile 1991, n.10.
Con apposite norme vengono individuati e determinati, per ciascun tipo di procedimento, l’unità organizzativa responsabile di tutto l’iter procedimentale, ed il soggetto competente per l’adozione del provvedimento finale.
L’unità organizzativa è l’ufficio a cui, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, è affidata l’iniziativa, l’istruttoria o la competenza per materia.
Il dipendente preposto, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, all’unità organizzativa, come sopra determinata, è responsabile del procedimento.
Il Comune darà idonea pubblicità alla predetta disposizione e ciò al fine di assicurare ai cittadini interessati la possibilità di avere un preciso interlocutore nei vari uffici con cui tenere i necessari contatti nel corso del procedimento.
Il responsabile di ciascuna unità organizzativa può assegnare, con provvedimento generale o puntuale ma sempre portato a conoscenza degli interessati, ad altro dipendente addetto all’unità stessa, la responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonché, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale, nel rispetto, comunque, delle competenze previste dallo Statuto.
L’unità organizzativa competente ed il nominativo del responsabile, nonché il nominativo della persona che può sostituire lo stesso responsabile in caso di sua assenza o impedimento, sono comunicati alle parti del procedimento amministrativo e, su espressa richiesta motivata, a chiunque abbia un interesse da tutelare .


Articolo 52
Comunicazione e partecipazione al procedimento

Il responsabile del procedimento provvede a dare notizia dell’avvio del procedimento mediante comunicazione ai diretti interessati, a coloro che per legge o regolamento devono intervenirvi e a quanti possono subire pregiudizio dall’emanazione dell’atto finale.
Qualora sussistano particolari esigenze di celerità o la comunicazione personale non sia possibile o risulti gravosa, l’amministrazione vi provvede a mezzo pubblicazione all’albo pretorio o con altre forme idonee allo scopo.
Qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi giuridicamente costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
Ferme restando le particolari norme che li regolano, altre disposizioni possono essere previste per la partecipazione al procedimento di formazione degli atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione dell’amministrazione Comunale, nonché ai procedimenti tributari.

Articolo 53
Conclusione del procedimento

Ogni procedimento, senza aggravio della procedura e nel rispetto delle norme sulla semplificazione, deve essere concluso nei termini prestabiliti con un provvedimento espresso.
Ciascun provvedimento amministrativo, ad eccezione degli atti normativi (regolamenti) e di quelli a contenuto generale (direttive, istruzioni di servizio, ecc.), deve essere motivato con indicazione dei preposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.
L’obbligo della motivazione, come principio generale, si configura come garanzia per il cittadino ma anche come consistente contributo ad una verifica di legittimità, in sede di normale controllo amministrativo. Tale obbligo riguarda sia gli atti vincolati che i provvedimenti discrezionali.
La motivazione deve essere resa in modo da consentire la comprensione dell’iter logico ed amministrativo seguito per la emanazione del provvedimento.
Qualora le ragioni che abbiano determinato la decisione dell’amministrazione siano espresse mediante rinvio ad altro atto, questo deve essere indicato e reso disponibile.
In ogni provvedimento va indicato il termine e l’autorità cui è possibile ricorrere.

Articolo 54
Accordi sostitutivi dei provvedimenti

L’amministrazione può concludere accordi con gli interessati per determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale o, nei casi previsti dalla legge, in sostituzione di questo.
Gli accordi sul contenuto del provvedimento, conclusi a seguito della presentazione di osservazioni e proposte scritte, non possono arrecare pregiudizio ai diritti dei terzi e in ogni caso devono garantire il perseguimento del pubblico interesse, e vanno, a pena di nullità, stipulati per atto scritto, salvo diversa disposizione della legge.
Gli accordi sostitutivi di provvedimenti, oltre alle superiori condizioni, sono soggetti agli stessi controlli previsti per i provvedimenti che sostituiscono e vanno stipulati per iscritto, salvo che la legge non disponga diversamente.
Per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, l’amministrazione recede unilateralmente dall’accordo, salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.